I primi riferimenti ai quartieri della città di Jesi
risalgono alla metà del 1400 quando "otto cittadini, due per
quartiere" furono incaricati di rinnovare il Consiglio
Generale e di Credenza; Ma non si sono mai avute indicazioni
degli effettivi confini.
Attorno il X secolo era sorta la necessità di identificare
le persone in modo più preciso e certo, e il solo nome non
lo permetteva.
Iniziò così a prendere uso l’aggiunta del nome del
genitore (di Giovanni , di Battista..), o di un aggettivo
che ne descrivesse l’aspetto (forte, mancino, piccolo ecc.),
molto più spesso si usava indicarne il luogo o la città di
provenienza ( albanesi, schiavoni, lombardi..).
Nel XIII secolo nelle città più grandi, la gente comune era
solitamente classificata in base alla vicinanza della loro
abitazione ad una delle porte della cinta muraria o alla
parrocchia di appartenenza; mentre per le abitazioni situate
all’esterno, prima della costituzione di veri e propri borghi,
veniva usata la ripartizione ecclesiastica o toponimi che ne
identificavano con precisione il luogo.
In base alle porte presenti nel 1200, alle principali chiese situate nelle vicinanze, ed ai vari toponimi presenti nei documenti del tempo, si è cercato di dare alla città una adeguata suddivisione riferendosi ai quattro quartieri accertati due secoli dopo.